martedì 12 novembre 2013

La Doratura;Cornici ,dipinti e...dorate

cornici dorate.
Una tecnica molto antica per rivestire con sottili foglie d'oro cornici più o meno elaborate

Sottilissime lamine,impalpabili come le ali di una farfalla,in un materiale preziosissimo,l'oro:anche un far da sè con mani delicate ed abili,con tanta calma e pazienza,può impiegarle per ottenere splendide cornici usando le tecniche di doratori,gioiellieri e miniatori.tecniche molto antiche,ma che garantiscono un risultato di gran pregio.
Il passato.La doratura ha una lunghissima storia,anche se le tecniche sono cambiate nel corso degli anni,passando da quella antica,costosissima,che consisteva nell'applicazione di sottili lamune d'oro saldate con accorgimenti particolari,a quella invalsa nel Medio Evo della foglia d'oro,fino ai più recenti metodi elettrogalvani.La doratura fu prediletta dagli artisti bizantini che l'utilizzavano nell'architettura e nella pittura.Le autorevole e le vesti dei personaggi più importanti,nei dipinti,erano dorate:l'oro simboleggiava devozione.Nei secoli XIII e XIV,durante il grande fiorire della miniatura,l'oro era applicato a elaborati motivi calligrafici e alle illustrazioni.Dal Medio Evo al Rinascimento l'uso della doratura rispose a precise esigenze di carattere estetico-liturgico:la nobiltà del materiale era il simbolo dello stesso splendore divino che l'opera d'arte rappresentava.Così,nelle chiese,erano dorati le portelle dei tabernacoli,i candelabri,il fondo delle tavole dipinte e le cornici che rifinivano gli altari.La doratura delle cornici dei dipinti ha origine proprio in questo periodo;quella delle cornici degli specchi risale addirittura alla civiltà egizia.Dopo il Rinascimento,la doratura usci alla grande arte per diventare strumento degli artigiani e passò dalle chiese ai palazzi di aristocratici e ricchi borghesi.A quei tempi,non era insolito che in grandi laboratori,operassero insieme artigiani di vario tipo:mobilieri,scultori,modellatori,fabbricanti di cornici e rifinitori:costoro eseguivano dorature su mobili,cornici, dipinti e suppellettili.La doratura fu applicata con successo anche sui gioielli,sul cuoio e, durante il periodo neoclassico,sugli oggetti di porcellana.
Il presente.La doratura viene oggi usata soprattutto per rivestire cornici.Si comincia con la preparazione del fondo,si prosegue con la pennellatura della vernice resinasa e con la successiva applicazione della foglia d'oro e si finisce,talvolta,col processo di invecchiamento.il materiale base (la foglia d'oro o foglietta)è contenuta in piccoli libri con pagine di carta color salmone,su cui sono appoggiate le lamine.Si tratta di un materiale delizioso,che stimola la creatività;può apparire difficile da manipolare perchè prende il volo al più leggero soffio d'aria;lavorandolo bisogna fare attenzione a non sospirare troppo forte per l'impazienza!
La preparazione del gesso.Prima di applicare la foglia d'oro,occorre stendere sulla cornice un fondo di gesso,preparato in modo particolare.In un contenitore si mescolano una colla forte,di origine animale,e un pò d'acqua.Si pone il contenitore in una pentola riempita d'acqua per metà e si fà liquefare il miscuglio a bagnomaria.Si stempera quindi sulla mistura la scagliola,mescolando continuamente fino ad ottenere un impasto leggero e cremoso.Le dosi dei vari ingredienti secondo il grado di durezza che si vuole ottenere,ovviamente aggiungendo più acqua il composto risulta più soffice.
Il fondo.Si comincia passando sopra la cornice carta la cornice carta vetrata a grana media per irruvidire leggermente la superficie,creando degli impercettibili"solchi"che tratterranno il gesso.Quando questo si prepara un impasto sodo di gesso e lo si applica con un pennello delicato a peli di nylon.Quando questo rivestimento è asciugato,si provvede a stenderne altri cinque(due di consistenza media,seguiti da tre più cremosi).Una volta che il fondo di gesso risulta completamente seccato,si strofina la cornicia con un panno umido per eliminare i segni lasciati dal pennello e si dà una leggera passata con carta vetrata(tipo carrozzieri) fine e inumidita,tutto ciò per ottenere una superficie levigatissima.
Le vernici resinose.Il colore,che traspare sotto la duratura dopo l'invacchiamento,è dato dalle vernici resinose che si devono applicare,quando il gesso si è definitivamente indurito,per rendere la superficie più liscia possibile.Queste vernici,denominate"missioni",si trovano in svariati colori;per la cornice illustrata sono stati usati:il giallo,il rosso e il nero.Con un pennello morbido si stende la prima mano di giallo,quindi si applicano due mani di rosso,dando la seconda dopo l'asciugatura della prima.Se desideriamo brunire alcune parti della cornice(nella realizzazione illustrata questa scelta è stata fatta per gli angoli),occorre stendere su di esse la vernice nera e, quando il colorante è quasi asciutto(ma non troppo secco),spazzolarle con un movimento circolare regolare e una pressione decisa ma non eccessiva,al fine di lisciarne accuratamente la superficie e ottenere una patina splendente.Prima di applicare la foglia,è ancora necessario inumidire tutta la superficie co una miscela di acqua e alcool metilico che rimuova ogni traccia di unto.
La doratura.Si solleva con delicatezza la foglia d'oro dal libro,con l'apposita spazzola,e la si appoggia ben distesa sul cuscinetto,dove la si taglia in sezione della cornice.Qui,sempre con la spazzola,si trasferiscono i pezzi,avendo cura di accostarli sovrapponendoli leggermente,in modo che ogni punto della superficie risulti coperto.A questo punto si spazzolano ancora una volta gli angoli,utilizzando il brunitoio,un arnese con un'estremità arrotondata di agata.
L'invecchiamento.Terminata la doratura,se lo si desidera,si può procedere al processo di invecchiamento,che si ottiene strofinando con ovatta imbevuta di alcool metilico la cornice,consumando leggermente l'oro e risvegliando il rosso sottostante.Questa fase,che potrebbe apparire come una sverniciatura,dev'essere eseguita molto cautamente;l'idea è di mantenere la patina d'oro lasciando trasparire,o più esattamente"intuire",il calore del rosso.

Cosa occore.
I materiali:foglia d'oro;scagliola;colla forte(colla di coniglio);vernici resinose(gialla, rossa, nera); alcool metilico; acqua.
Gli utensili:coltello per doratura;cuscinetto di tessuto su cui eseguire il taglio;spazzola,larga e piatta,per doratura,per sollevare e depositare la foglia;pennelli e spazzole soffici a peli di nylon;strofinacci morbidi;carta vetrata a grana media e fine,brunitolo.





Far da sé-Marzo 1991

 
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sabato 9 novembre 2013

Restaurare far da sè che passione!


Rimettere a nuovo "o quasi"i vecchi mobili è un 'attività che,dà una grande soddisfazione e permette di salvare preziosi manufatti del passato.

Il restauro dei vecchi mobili è un di quegli argomenti che più ci appassiona,per cui volentieri torniamo sull'argomento di due realizzazione di restauro:un tavolo rotondo anni Venti,di rovere,allungabile con l'inserimento di un'asse centrale,ed una credenza fine Ottocento.Anche se restauri di minor impegno,come la riparazione di una vecchia sedia che dondola o del cassetto che non scorre,offrono pari soddisfazione.
Il tavolo.Era finito in solaio ,coperto di escrementi vari,con una gamba staccata e abbondantemente mangiato dai tarli,sembrava ormai buono solo per il caminetto;la struttura,comunque,ancora robusta invitava ad osservare il mobile con più attenzione.Per prima cosa una bella lavata con acqua e soda ha mostrato che i colombi avevano danneggiato solo lo strato superficiale del piano creandovi delle vistose scoloriture e che i tarli si erano accaniti prevalentemente sulle strutture in faggio sotto il piano intaccando solo parzialmente le parti in rovere asterne e più in profondità l'asse di allungamento,rimasta all'interno.usando le parti più sane di questa sono stati rappezzati pazientemente,con incastri a mezzo legno,i tenoni di unione fra i quattro fascioni ricurvi e le gambe e si è costruita la testa della gamba staccata di cui il tempo e gli insetti avevano fatto scempio.Le macchie,troppo profonde per essere eliminate con la levigatura,hanno consigliato una mordenzatura piuttosto scura tipo:noce/mogano,data prima sulle parti più scolorite e poi estesa a tutta la superfice dei pezzi.Rimontanto il tavolo,maggiorando il diametro delle spine che non lo tenevano più, lo si è lucidato a cera.
La credenza.Rimasta"in servizio",era in buone condizioni strutturali ma era sciaguratamente ricoperta da un pesantestrato di smalto,con cui chi aveva nascosto d<elle riparazioni approssimative,guardando attentamente il mobile,ne ha rilevato l'elegante struttura e l'accurata realizzazione originale deciso di rimetterla a nuovo;staccate tutte le ferramenta e levati i vetri,tolto il grosso dello smalto usando la pistola termo ,poi con lo sverniciatore si elimina le ultime tracce di smalto residui rimasti nelle modanature ed infine levigatati accuratamente tutti e rinforzati oppurtunamente gli incastri allentatisi col tempo,ha protetto il legno prima con impregnante insetticita incolore e poi con un impregnante color mogano,seguito da una mano di vernice protettiva;l'interno della credenza,così rimessa a nuovo.
 
 
Consiglio per tavoli!
 
Nelle riparazione di un tavolo i punti più delicati sono l'attaco fra le gambe ed i fascioni,i cassetti e glieventuali sistemi di allungamento.Le parti più danneggiate, allo stato attuale della tecnica,vanno sempre sostituite:con legno nuovo se a mobile rimontato non sono visibili,usando parti non essenziali del mobile originale nel caso opposto.Spesso dei cassetti conviene conservare solo il frontale, sostituendo i fianchi,il retro ed il fondo,specie se quello originale era stato realizzato con assicelle giuntate di costa.Un piano imbarcato,se la curvatura non è molto accentuata,si rimette a posto con la pialla:in caso contrario bisogna smontarlo asse per asse,piallare ogni pezzo a filo e spessore e rimetterlo a posto.Una passata di cera fidà al tavolo un nuovo splendore.
 
Consiglio per Credenze ed Armadi!
 
Quando si affronta la riparazione di un mobile ad antine è sempre indispensabile,anche se a prima vista non semprerebbe il caso,controllare l'esatta squadratura delle antine e della loro sede:chiudere,incollandovi stuzzicadenti rotondi,i fori delle viti:controllare che queste non abbiano provocato fenditure nei montanti ed eventualmente chiuderle,con colla e morsetti o inserendovi sottili schegge di legno se i morsetti non bastano.Lo stesso sistema va usato per richiudere le eventuali fessure delle specchiature laterali,generalmente realizzate con assicelle giuntate di costa:se i pannelli si sono tanto ristretti da non chiudere più lo spazio fra i montanti o vi si inserisce un'assicella uguale o si incollano su un pezzo di compensato sottile,lucidando la parte che in origine entrava nella scanalatura.

Far da sé - Marzo 1991

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lunedì 27 maggio 2013

Incredibile Fantasia di Molle

Elastica ed infaticabili ,entrano a far parte di un incredibile numero di maccanismi e di apparecchiature. Apparentemente arrendevoli ma sempre pronte a ritornare sulla loro posizione iniziale, le molle hanno davvero un bel caratterino: di fronte ad una  qualsiasi sollecitazione sono capaci di ritirarsi o di allungarsi ma, appena passato il momento critico, si prendono subito la rivincita. Oltre all'incredibile numero di applicazioni, che comporta quindi una rivelante varietà di versioni, il loro compito è quasi sempre quello di garantire quella che i tecnici chiamano "corsa di ritorno" : pensiamo ad esempio alle impugnature della nostra cesoia da giardinaggio, che si aprono appena allentiamo la presa. o alle sospensioni degli autoveicoli, che assorbono gli urti provocati dalle irregolarità del fondo stradale. Devono offrire prestazioni molto diverse o, per dirla in altre parole, devono fornire una risposta più o meno energica: quelle incorporate in un buon materasso a molle,  ad esempio, devono essere arrendevoli fino in fondo(o quasi),mentre quelle che comandano la chiusura delle valvole di un motore a scoppio devono essere avviamente più pronte, alcune migliaia di volte al  minuto. Salvo casi del tutto particolari ,ma non per nulla inconsueti, le molle sono costituite da filo d'acciaio speciale("detto armonico" )avvolto a spirale e si dividono essenzialmente in tre categorie: quelle a compressione, quella a trazione e quella a torsione. Le prime, dovendo accorciarsi sotto lo sforzo, presentano spire più o meno distanziate mentre le seconde, che devono svolgere la funzione inversa, hanno spire vicine e , di solito, mantenute in posizione da un certo" precarico" in modo da offrire, anche all'inizio. un minimo di resistenza. Nelle molle a torsione, infine, le due estremità del filo. lavorano attorno ad un teorico asse che passa per il centro della spirale; nella maggior parte delle applicazioni pratiche un capo rimane fisso e l'altro, spostandosi in avanti, tenta di avvolgere ancor di più la spirale. Gli  elementi elementi fondamentali che contribuiscono a determinare le caratteristiche di una molla sono il diametro del filo, quello del corpo e la forma della spirale: a parità di dimensioni esterne sarà più dolce una molla con filo piccolo ma, anche con il filo relativamente robusto, si può ottenere una notevole corsa ed una buona progressione aumentando il diametro delle  spire. Giocando sulla forma, infine, si possono ottenere risultati apprezzabili in fatto di elasticità e di escursione: per rendersene conto basta  osservare le molle di un vecchio divano, che presentano la caratteristica forma a clessidra. Anche se è teoricamente possibile costruire in proprio le molle, avvolgendo il filo armonico su un tondino montato sul tornio, è assai più semplice ed economico utilizzare le molle in commercio.

Mest Mario.
fonte: Almanacco Far da sé  1997


venerdì 17 maggio 2013

I consigli utili di Mest Mario,la manutenzione del prato

Spesso la manutenzione del prato si trasforma in una lotta tra noi, che vogliamo un prato uniforme, simile ad un tappeto o ad una moquette e la natura che insiste nel voler variare. Il taglio del prato non ha solo la funzione di mantenere l'erba all'altezza corretta per lo scopo estetico o funzionale e di evitare la crescita eccessiva, ma anche quello do renderla più vigorosa e più fitta. per ottenere buoni risultati bisogna calibrare le tosature, per frequenza e altezza. I primi tagli vanno effettuati ad una altezza superiore a quella normale, poiché il terreno è più soffice e le piante non sono radicate profondamente. L'erba deve essere alta almeno 7-8 cm e il tosaerba va regolato ad una altezza non inferiore ai 5 cm. per la manutenzione del prato va regolata secondo la stagione: durante i mesi caldi non conviene scendere sotto ai 4 cm. perché si rischierebbe di lasciar "bruciare" l'erba dai raggi di sole. In primavera occorre tosare alto per favorire la ripresa dopo l'inverno. Durante le stagioni intermedie, il prato può essere tosato ad una altezza sui 3cm.L'ultimo taglio prima dell'inverno dovrà essere alto . Il taglio ha  il compito di forzare le piantine di erba ad allargarsi per creare un manto continuo. Più basso è il taglio più saranno le innaffiature. Controllare sempre che le lame del tosaerba siano perfettamente affilate. La frequenza di rasatura ottimale, durante la primavera e l'autunno, è di un taglio a  settimana, durante l'estate se l'irrigazione  è scarsa , può bastare una tosatura ogni due settimana. Per mantenere in condizioni ottimali il tappeto è utile tosare poco e spesso.
Come scegliere il tosaerba. La scelta del tosaerba deve essere ben calibrata per non trovarsi ad utilizzare un attrezzo "sproporzionato" rispetto alle reali esigenze. L'elemento principale che deve guidare la scelta è l'estensione del prato. Si possono individuare tre grandezza tipo: pratici fino a 100mq, da 100 a 500mq,oltre i 500qm,che esigono macchine di tipo diverso. Le caratteristiche da verificare di un tosaerba valutato il tipo di prato, sono la larghezza e se è elettrico o a motore.
Fino a 100mq,un piccolo  prato deve essere rasato con un tosaerba la cui larghezza di taglio non superiore ai 30-35 cm in modo che la sua struttura sia abbastanza compatta e la maneggevolezza sia , dati gli spazi ristretti. conviene che abbia il motore elettrico, in quanto la distanza massima di lavoro è sicuramente contenuta.
Da 100 a 500 mq. La larghezza di taglio deve salire almeno a 40 cm. Il motore elettrico è ancora conveniente, a meno  che il prato non abbia  una conformazione  molto allungata.
Oltre 500 mq. La larghezza di taglio deve superare i 40 cm, ed il motore conviene che sia a scoppio, per potersi allontanare in tutta libertà dall'abitazione. Per prati molti estesi o non in piano, conviene che il tosaerba sia dotato di trazione autonoma.
 

sabato 11 maggio 2013

La girandola di Mest Mario ,gira,gira, gira e....




girandola di MestMario

Girandole a guardia del mio giardino

girandola in vedetta
Ho voluto con tanta voglia e desiderio di fare una capatina nel passato in quella che fu la mia infanzia molto piacevole ,riprovando oggi a costruire la girandola ma questa volta con il riuso delle varie bottiglie di plastica delle coloratissime girandole, ne avevo viste tante  nei  vari orti e giardini, la cosa mi aveva incuriosito tanto mi sono messo alla ricerca sul web giusto per avere un'idea che poi l'avrei realizzata . Ed ecco la mia prima girandola/le, che ve pare? bella vero...ne seguiranno delle altre, seguitemi sul mio canale  Mest Mario, o multi chef ,di You Tube ,FB. 

lunedì 22 aprile 2013

Ergonomia-L'utensile dalla facile impugnatura

Qualsiasi elettroutensile, per essere veramente pratico, deve avere una impugnatura che ne faciliti l'impiego.

Non è mai un caso quando un elettroutensile è facile da maneggiare o particolarmente pratico nell'uso. Le grandi aziende produttrici di attrezzature motorizzate, come la Bosch, dedicano una grande attenzione ed investano cospicui capitali nello studio di forme, dimensioni, distribuzione della masse in modo da ottenere il massimo della praticità e sicurezza di impiego. Questo studio, supportato da profonde analisi effettuate al computer, ha consentito di realizzare attrezzi con particolari prerogative. Innanzitutto ogni impugnatura è diversa a seconda che con un certo attrezzo si debba esercitare una pressione in avanti o un controllo in varie direzioni o solamente lo si debba sostenere durante il lavoro. La diversità è data dalle differenti zone della mano con cui si esercitano le varie forme di controllo ed azionamento e quindi diverse devono essere le superfici di appoggio. In secondo luogo è stata effettuata una analisi comparata su molte persone per realizzare sagome che, mediamente, si adattassero al meglio a qualsiasi mano. E' in dubbio, infatti, che una persona alta un metro e novanta abbia una mano più grande e leve diverse da una persona alta un metro e sessanta.
Lo studio (che alla Bosch è continuo per migliorare sempre ogni  elettroutensile) permette di <<modellare>> le impugnature, gli appoggi ed i sostegni, in modo estremamente ergonomico, così che l'azione di lavoro avvenga in modo naturale. Il tutto si traduce, ed è importante tenerlo presente, in praticità ma soprattutto in sicurezza.


Confronto di tre sagome differenti

fonte:ergonomia

lunedì 1 aprile 2013

Mest Mario: Compressore autocostruito silenziosissimo

Costruire un compressore silenziosissimo con  motore da frigo.
 
Avere un bel compressore silenzioso in casa e perché no? Magari in camera da letto a farci compagnia  all'occorrenza usarlo senza disturbare nessuno? tutto questo è possibile .Il serbatoio un  estintore disusò sverniciato per bene poi riverniciato con due mani di antiruggine più 2 mani di vernice azzurro o altro colore a piacere, base per ospitare sia il motore da frigo nonché la staffa per le ruote le base sono state fatte di legno, non avendo la saldatrice ,il tutto verniciato a pennello, il motore frigo di 107 w, l'estintore , minuteria ferramenta varie sono riciclo il resto è comprato nuovo: pressostato, valvola sicurezza e di ritegno, manometro, regolatore di pressione, valvola di scarico condensa, tubi alta pressione, raccorderie varie. Lo vedete anche voi il risultato" Ottimo" il pressostato l'ho tarato a 7 bar stacca per ripartire appena scende sotto 4bar.Comunque non manca proprio nulla talmente è silenzioso ho difficoltà nel capire se è acceso o spento, ho aggiunto la lucina arancio per avvertire che il motore sta' caricando. Naturalmente non è un compressore per verniciare auto o per avere grandi portate di aria x lungo tempo. Sono compressori destinati a usi specifici: bricolage ,aerografo, gonfiaggio ruote auto, bici, spolverare superfici , infatti non se ne trovano nei brico center perché sono di nicchia nel mercato. In commercio un compressore di questo tipo costa bei €urini.








Video compressore


 
Ritengo doveroso: premetto che il compressore funziona benissimo  rispostando visto che nella costruzione si fa riferimento ad organi meccanici ed elettrici, non mi assumo responsabilità da eventuali danni provocati da un cattivo uso o montaggio, che essi possano provocare. Attenzione dunque. 
 
Se avete domande: mario.rizzo@live.com

 
 
 
 
Mest Mario

mercoledì 27 marzo 2013

Mest Mario:Sgabello Coccinella Portafortuna

 
La coccinella che ho costruito  a mo' di sgabello , con un po' di manualità si può benissimo autocostruirla,basta guardare attentamente il video e foto.Per poi regalare, regalarsi o donare ai bimbi come "Buon Auspicio". Mest Mario!







 
video La Coccinella portafortuna
 

 
Mest Mario

venerdì 15 marzo 2013

MestMario:Riciclo scarti di falegnameria!

Riciclare scarti di Falegnameria!
 
scarti falegnameria
scarti falegnameria
Per rifornire il mio laboratorio domestico di bricolage, sovente ni reco  presso le falegnamerie della zona, rovistando nei cassoni di raccolta scarti di lavorazione: panelli vari ,asse di legno ,compensati di varie essenze e spessori. Io prendo su tutto quello che poi servirà a creare: l'idea, un pensiero, il sogno che mi ispirerà  al momento giusto per usarli. La creatività non ha limite: oggettistica di complementi d'arredo .arte, sculture, mensole , portelle, mobiletti, legno-gioco ludici,modellismo e quant'altro. Lo spirito del bricolage-far da sé, vive il "sogna" il dispositivo, l'idea, l'oggetto che può darmi soddisfazione. Il sogno diventa subito un progetto, sulla carta o solo mentale poco importa. Io sono un "Sognatore" e il sognatore vive perenne nei sogni! non svegliare chi vive di sogni. Meditate gente ,meditate.... 
scarti falegnameria


scarti falegnameria
 

sabato 2 marzo 2013

Smettere di accumulare rifiuti ! far da sè la differenziata!

 
Da molti anni circa dal 1980 sono abbonato alla rivista far da sé, un'ottima rivista che io consulto con molta attenzione e curiosità sfogliandola e ammirando tutti i lavori, consigli e tanti suggerimenti  che fanno altri (artigiani del tempo libero bricolage).Oggi mi è arrivato il tanto atteso  (Almanacco far da sé 2013)Il meglio di attrezzature per un bricolage al top con caratteristiche prezzi e indirizzi...Sfogliando mi ha colpito  molto l'articolo "Differenziata far da sé " di pagg.10 che spiega ed illustrata molto chiaro arricchito di foto che illustra come costruirsi da sé contenitori :pentagonali, tubi in PVC, nel mobiletto, secchi, multistrato, da esterno con grigliato, per le varie tipologie di rifiuti riciclabili. Differenziare è ormai un atto doveroso di educazione civica.








fonte: Far da sé

 

martedì 19 febbraio 2013

IDEE CREATIVE-Riciclo e riuso-Tavolino di listelli

 
Nel sfogliare  sul web bricoportale, sono rimasto incuriosito per questa idea creativa molto interessante:
Tavolino di listelli
 
Per costruirlo occorre dapprima preparare una "scatola-guida" che funga da impalcatura per il fissaggio dei listelli, che vengono disposti su tre strati e uniti tra di loro con colla vinicola.
la scatola-guida viene rimossa una volta terminato l'assemblaggio e il tavolino, viene completato con una lastra di plexiglas sul piano d'appoggio.
 
 
1-2.Per realizzare il tavolino dobbiamo assemblare una "scatola-guida" che permette di posizionare e poi incollare tra di loro i listelli d'abete avendo un piano d'appoggio su cui lavorare. A questo scopo uniamo i pannelli di compensato formando un parallelepipedo(aperto nella parte inferiore),utilizzando nastro adesivo.
3.Carteggiamo i listelli di legno in modo da asportare eventuali sbavature e imperfezioni.
4.iniziamo a rivestire la scatola-guida partendo dal piano d'appoggio superiore, collocando i listelli di legno a nostro piacimento.
 
 
5.Proseguiamo,il rivestimento del piano formando un secondo ed un terzo strato di listelli, da fissare a quelli sottostanti con colla vinilica. Iniziamo a collocare anche il primo strato di listelli che costituiscono la gambe, aiutandoci con piccoli punti di termo colla. Proseguiamo poi a fissare anche i restanti strati di listelli nelle gambe, procedendo come per il piano d'appoggio.
Rifiniture e piano.


1.Asportiamo eventuali eccedenze di colla vinilica formatesi tra listelli utilizzando un piccolo inserito di legno ricavato dagli scarti di lavorazione e un panno umido con cui pulire la superficie adiacente all'incollaggio.
2.Dopo aver lasciato agire la colla per almeno 24 ore eliminando le eccedenze in modo da ottenere superfici piane. A questo scopo utilizzando una sega a dorso rinforzato.
3.possiamo ora asportare la scatola guida tagliando il nastro adesivo e togliendo i pannelli di multistrato. Agiamo con delicatezza, soprattutto in prossimità delle gambe, ove il primo strato di listelli era stato fissato con piccoli punti di termo colla.

 
Completiamo il tavolino applicando al piano d'appoggio la lastra di plexiglas trasparente : possiamo semplicemente appoggiarla sui listelli o fissarla definitivamente con punti di colla

http://www.bricoportale.it/Tavolino-di-listelli-748.php
 

 

venerdì 16 novembre 2012

Video Il Motore universale a spazzole

In questo video faccio vedere come collegare il motore universale a spazzole delle lavatrice alla 220V senza scheda elettrica per farlo girare in sicurezza.
 
 
 


sabato 25 agosto 2012

Video di Mest-Mario:Come costruirsi un compressore ad aria silenzioso e una bacheca -vetrinetta.

 
Come costruire" Il compressore ad aria silenzioso"

Mest Mario: nel video fa vedere come costruire un compressore silenzioso con un motore da frigo ,adatto per tutti lavori domestici e per chi ama il far da sé. E non solo può essere servire anche per lavori importanti .
 
Mest Mario: come costruire una bacheca-vetrinetta